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“Ormone progenitore” e obesità

L’ “ormone progenitore”: come la chirurgia dell’obesità ha segnato la via per le nuove cure.

Uno dei padri della chirurgia bariatrica ripercorre le tappe che hanno portato alle terapie anti-obesità

Nell’editoriale dell’ultimo numero di Obesity Surgery, rivista scientifica specializzata in campo bariatrico, un “colosso” della chirurgia dell’obesità, il professor Henry Buchwald, ripercorre la scoperta e l’importanza del GLP-1, glucagon-like-peptide-1, l’ormone gastrointestinale da cui sono nate le odierne terapie anti-obesità.
In particolare, Buchwald ricorda come gli interventi chirurgici moderni non agiscano sulla base della restrizione alimentare o sul malassorbimento dei cibi, bensì sul riequilibrio dell’asse “comunicazioni” fra sistema gastroenterico e il resto del corpo.


Fu proprio grazie agli studi degli anni ‘80 e ‘90 sui pazienti operati che si dimostrarono i cambiamenti “entero-ormonali”, in primis riguardo il GLP-1, e l’implicazione di tali cambiamenti nel controllo metabolico (nel diabete,

Da allora, partirono anche le linee di ricerca sulle nuove molecole per riprodurre in laboratorio queste sostanze.
Curiosamente, il primo analogo del GLP-1 fu estratto dalla saliva del Gila Monster, una grossa lucertola velenosa dei deserti americani.

Da allora le ricerche sono avanzate e ad oggi disponiamo di terapie più sicure e molto efficaci, nella terapia del diabete ma in particolare poi nelle applicazioni anti-obesità.
Una volta ancora, uno dei “grandi vecchi” della chirurgia ci ricorda come l’obesità sia una malattia complessa e molta attenzione sia rivolta alle terapia per combatterla.

Fonte: “Buchwald H. GLP-1: The Progenitor Hormone. Obes Surg. 2025 Mar;35(3):1195-1196. doi: 10.1007/s11695-025-07757-0. PMID: 39998779.