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Il robot in chirurgia bariatrica

Uno studio italiano evidenzia l’aumento dell’attività chirurgica robotica nel campo dell’obesità.

Se la laparoscopia ha rappresentato un passo fondamentale nella mini-invasività in campo chirurgico, il robot segna una svolta fra passato e futuro.

Uno studio multicentrico tutto italiano, con capofila il gruppo di Cagliari del dott. Fantola, ha analizzato con rigore scientifico la presenza del robot chirurgico nell’attività bariatrica degli ultimi 10 anni.

I dati sono stati ottenuti dal registro SICOb -Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità-, ed hanno dimostrato un netto incremento dell’uso del robot chirurgico negli ultimi anni. Più di 160.000 interventi sono stati esaminati: di questi un percentuale minima (0.2%) era eseguita mediante approccio robotico nel 2014, ma i numeri dimostrano un aumento di quasi 20 volte nel 2024, sfiorando il 4%.

Anche nell’isontino l’attività bariatrica robotica si sta ormai consolidando, partita già alcuni anni fa proprio da una collaborazione con il centro di Cagliari, che aveva visto la presenza del dott. Fantola, ospite delle sale operatorie di Gorizia.

Il recente studio citato conclude interlocutoriamente con tre domande: il robot diventerà più sicuro ed efficiente della laparoscopia soprattutto durante l’iniziale curva di apprendimento?

Potrà ridurre la necessità di più chirurghi in sala operatoria (solo-surgery)?

Quali i campi di applicazione dell’intelligenza artificiale? Le risposte arriveranno nel prossimo futuro.

Forse prima di quanto potremmo immaginare.

Fonte: Fantola, G., Pascotto, B., Navarra, G. et al. Robotic bariatric surgery: the Italian point of view to go beyond. Updates Surg (2025). https://doi.org/10.1007/s13304-025-02146-9